PARROCCHIA DI VENAROTTA            PATRONI:  SANTI COSMA E DAMIANO

Descrizione immagine

CHIESA DI S. FLAVIANO V. E  MARTIRE

                CAPODIPIANO

Dall’INVENTARIO registrato dal parroco Giacomo Vandolini nel 1783:

 

La chiesa di S. Flaviano di Venarotta è una delle due parrocchie di detto luogo. Il rettore ha il titolo di parroco. La collazione è Farfense. Il “jus” di nominare il parroco è posseduto dall’ill.ma Casa Cantalamessa di Ascoli pervenutagli coll’eredità della casa Carboni. Il Parroco di S .Flaviano è soggetto alla giurisdizione di Mons.Vescovo di Ascoli P. a cui paga ogni anno 5 paoli di cattedratico e ne è soggetto alla Visita.

Essendo la Chiesadi S.Flaviano Farfense, paga  il parroco baiocchi 7,50 ogni anno all’Abate di Farfa a titolo di Canone e ne riporta la ricevuta. La chiesa ha come titolare S.Flaviano, santo patriarca di Costantinopoli, martire, la cui festa sebbene nel martirologio romano si ponga il 18 febbraio, in questa chiesa viene celebrata “ab immemorabili” il 24 novembre..

La chiesa di S. Flaviano è situata nel territorio di Venarotta, diocesi di Ascoli Piceno, di giurisdizione Farfense, annoverata tra le chiese Farfensi nel Motu-proprio di Benedetto xiv del 4. Agosto 1747 e stampato nell’appendice del Sinodo di Mons. Marana alla pag.75 …” et aliam S.Flaviani loci seu Ville Venarupte”…

Fu proprio Papa Benedetto XIV che nel 1747 la smembrò dall’Abbazia di Farfa e la aggregò alla Diocesi ascolana.

Piantata in cima ad un piccolo Poggio, voltata ad oriente.

Aveva due navate, divise in mezzo da due grandi pilastri e tre archi. Aveva tre sepolture:due per adulti e una per gli

Innocenti.. L’ossario era nella sagrestia.

Nella principale navata si entra attraverso il portone grande ovato di travertino, con scalinata quadrata al di fuori di 6 scalini ed altri 5 al di dentro. Il tetto è fatto a 7 travi cavalli messo a mattonelle. E’ lunga 70 palmi, larga palmi 28, alta nelle pendenze 26 palmi.( cm 25x70 = m 17,50 ; 25x28= m. 7 ).

Sull’altare Maggiore si conserva di continuo il SS.mo Sacramento. Nel quadro vi sono dipinti :S.Flaviano, S.Giovanni Battista ed in gloria lo Spirito Santo che scende dal cielo. La cappella è di legno sostenuta da pilastri e da 4 colonne lisce e staccate. Il tutto in parte dipinta a vari colori e in parte dorate “a oro buono.( N.B. sopra il capitello della colonna di sinistra c’è scritto G.ROSATI).”La mensa è fatta a stucchi di gesso a forma di urna .Sopra il medesimo altare vi sono tre scalini di legno svenati. Sopra il primo è posto il Ciborio di legno, parte indorato e parte dipinto, assai antico col millesimo 1580 ,col coppolino amovibile indorato;in cima una crocetta indorata e coperta da conopeo Il ciborio ha il suo sportello ovato munito di serratura e due chiavette,una di ferro e l’altra d’argento di peso libbre 2..

( NOTA : nell’assemblea annuale della Confraternita del SS.mo Sacramento avvenuta il 14 giugno 1781, presenti Alessandro Carloni, Giuseppe Ferrucci,Giov.Battista Giorgi,Giov.Battista Ferrucci,Pietro Palatroni, Domenico Mestichelli, Giuseppe Merloni, Pietro Paoletti, Luca Giorgi, Angelantonio Vandolini e il Parroco Don Giacomo Vandolini, fu deciso di rinnovare gli scalini ela Mensain forma di Urna dell’altare Maggiore, servendosi dei muratori Marco Tedeschi e Antonio Rezzoli.La spesa fu stabilita in 20 scudi e 50 baiocchi,da versare a rate annuali di 6 scudi-

(vedi Libro del SS.mo Sacramento pag.19).

Lateralmente a detta navata esiste l’Altare del SS.mo Rosario con quadro ovato in tela rappresentante il Rosario con i 15 misteri in giro, Maria SS.ma, il Bambino, S. Domenico, S. Pietro martire, S. Carlo Borromeo e S. Flaviano. La Cappella è parimenti di legno sostenuta da pilastri e due colonne tonde staccate, il tutto verniciato e indorato a oro buono…..

Davanti un paliotto in tela dipinta a fogliame con pittura di Maria SS.ma in mezzo in ovato

( nota : la tela è attribuita a Simone De Magistris ,pittore di Caldarola, che agli inizi del 1600 lavorò a Venarotta per conto del Card.Ottaviano Bandini, dipingendo  su due tele la di lui caduta e successiva guarigione miracolosa..Il De Magistris si specializzò nel dipingere la Madonna del Rosario, in seguito alla vittoria dei cristiani sui saraceni a Lepanto-1571).

Sopra la mensa vi sono due scalini di legno dipinti;nel mezzo un ciborio dell’altezza di un palmo e mezzo verniciato e indorato a vernice; sopra di esso un quadro alto palmi 3 e largo 2 con l’immagine di s. Luigi Gonzaga con cornice indorata a vernice.

Sta appeso al muro un quadro alto palmi 6 largo 4 nel quale si rappresenta in tela il martirio di S. Eurosia V. e M. dipinto da Alessio Moderati, ascolano, con cornice indorata a vernice. Il tutto fu fatto d’elemosina l’anno 1780 e vi fu speso per la pittura e tela scudi 8, per la cornice 70 baiocchi e per l’ indoratura scudi 1,50 baiocchi ( in tutto 10 scudi e 20 baiocchi)

Tra l’altare del Rosario e quello del SS.mo Sacramento vi è il Pulpito di tavole verniciate

Sopra il portone principale vi sta un’arma in tela del Card.Barbarini,abate di Farfa.

A mano destra del portone esiste il Battistero dentro una credenza nel muro nella quale vi è una conca di rame col suo coperchio……essendo detta credenza molto alta,è divisa…da una tavola..e questo luogo serve da Archivio…Sull’architrave in fuori vi è intagliato in basso rilievo 1675, sopra il quale vi è attaccato un quadretto di 2 palmi di altezza con l’immagine di Gesù Cristo battezzato da Giov. Battista

A mano sinistra fisso nel muro,elevato da terra vi è un credenzone entro il quale si conserva uno stentardo del SS.mo Rosario dipinto in tela coll’immagine da una parte di Maria SS.ma del Rosario col Bambino ,S. Domenico e S .Caterina da Siena e dall’altra parte S.Flaviano: opera del Sig .Nicola Monti ascolano. Fu fatto di nuovo l’anno 1773 aspese della Compagnia del Rosario e costò scudi 60,47.Nella stessa navata vi sono due confessionali. Vi è anche un “baccile” tondo di pietra per l’acqua santa, sostenuto da una colonnetta di travertino.

 

La seconda navata, nel tetto è parte in mattonelle e parte a volta, è lunga palmi 86, larga palmi 22, alta nella pendenza palmi 18.Da capo, verso oriente esiste l’altare di S. Antonio Abate, nel quale è il quadro in tela coll’immagine di Maria SS. ma col Bambino, S .Antonio Abate, S. Emidio, S. Giacomo Apostolo e S .Francesco di Assisi . ( L’inventario fatto da Don Gaetano Giuliani nel 1887 lo dice opera di tale FRANCESCO CARDI – ascolano e rappresenta:La Madonna col Bambino, S. Antonio Ab., S. Emidio, S.Giacomo, S. Appollonia e S. Lucia ).Sull’altare vi è uno scalino murato sul quale sopra un piccolo banchetto di tavole, un quadretto tondo con cornice indorata con l’immagine di S. Giuseppe dipinto in tela alta  un palmo e mezzo…….La cappella è fatta di gesso svenato di cui è fatta anche la mensa in forma di urna, sotto la quale vi è un’Arma della casa Carboni espressa in gesso a basso rilievo appostavi in occasione che fece ridurre la Cappella nello stato presente. La cornice attorno l’altare è parimenti in gesso di cui sono parimenti i due angeli di statura grande in atto di sostenere il quadro. opera del celebre LAZZARO GIOSAFFATTI(1694-1779) di Ascoli.


Da piedi a detta navata è l’altare di S. Apollonia che ha a man destra S. Stefano protomartire, a sinistra S. Carlo Borromeo. Pittura fatta fin dall’anno 1620, come apparisce dal millesimo. Attorno alla pittura vi è la cornice di gesso contornata con festoni di fiori dipinti. Al di sopra vi è dipinto in piccolo  ovato  S .Michelarcangelo. Tutto questo ornato,la predella con lo scalino,fu fatto ,col permesso del parroco Don Marc’Antonio Cantalamessa, nel 1765 da Giuseppe Ferrucci,per legato del fu Saverio Ferrucci(1695-1764),il quale vi appose sotto la mensa la sua arma e l’iscrizione in “cornu epistole”,dove esiste una credenza, in piano terra, chiusa con 2 sportelli. In mezzo a detti scalini riposa una credenza di legno alta palmi 3 e larga 2 con dentro un osso di considerevole grandezza  di S.Flaviano  ecc……………

Lateralmente a questa navata a mezzogiorno è l’altra porta …e una bussola di tavole di castagno rinnovata da me l’anno 1780; a lato destro nell’ingresso sta fissa nel muro la pilotta dell’acqua santa,fatta a conchiglia……..

Nella colonna-pilastro da capo è attaccato un quadro alto palmi 5 e largo 3 con cornice indorata a vernice coll’immagine di S.Francesco di Paola in tela, postovi per sua devozione dal fu Saverio Ferrucci….

Da piedi la seconda navata,a mano destra della porta,il campanile,formato da un solo muro con un finestrone nel quale è situatala Campanadi peso dalle 700-800 libre con l’iscrizione”:S.Maria,S.Flavianus ora pro nobis 1672 – Emigdius Marinus de Asculo fecit”.

Nella sagrestia……..un cantarano di noce lungo palmi 9, alto 5,largo 4 e mezzo con 5 tiratori con 2 maniglie di ferro ciascuno…..Lateralmente a detto canterano sono 2 credenze con i suoi sportelloni……

Ha in oltre detta chiesa un nobilissimo Calice d’argento,assai maestoso,di peso libbre 1  e once 10 compresavi la patena,lavorato d’ottimo gusto e istoriato con coppa ben indorata al di dentro. Il calice fu donato nel 1731 dalla casa Carboni….

 

 

L’INVENTARIO compilato da Don Gaetano Giuliani il 13 luglio 1887 perla Visita Pastoraledi Mons. Bartolomeo Ortolani,dice:-

( Nota: Don Gaetano Giuliani era nato a Castel  S.Pietro nel 1845; era stato nominato parroco di Capodipiano il 23.11.1873

 

……Dell’erezione di questa chiesa non esiste alcuna notizia;deve per altro essere antichissima come rilevasi dal fabbricato e da un millesimo posto sopra la porta laterale 1576…….

Esiste un Oratorio pubblico col titolo di S.Giuseppe,di proprietà dalla famiglia Ferrucci.

Le famiglie della parrocchia sono 46,le anime in tutto 266 ( 56 non comunicati).

Il Campanile ricostruito di nuovo nel1883 aspese dell’amministrazione del SS. Sacramento che spese £450; vi sono due campane: una di circa1000 libbrefatta nel 1672 è attualmente da due anni rotta;l’altra di 42,5 chili fu fatta  da Don Filippo Ferrucci nel 1884 (£ 148,75).

………Sopra l’altare del SS.mo Rosario esiste un ciborietto verniciato sopra il quale esiste l’immagine del S.Cuore di Gesu indorato…..

A sinistra sopra la porta della sagrestia ….il quadro del Martirio di S,.Eurosia.Sotto il medesimo sta appeso nel muro un piccolo quadro di S.Luigi Gonzaga…….A destra dell’altare maggiore appeso al muro il quadro di S.Francesco di Paola…….Sotto di esso  si trova un quadro di Maria SS.ma Addolorata ( Nota : ho trovato scritto essere di Nicola Monti ,ascolano…”inventario1972”)

In “Cornu evangeli” il credenzino per  l’olio degli infermi….In “Cornu epistole” nel muro la credenza per le Reliquie dei santi,fatta da me a mie spese nel 1883.

Nella stessa navata esiste l’altare di S.Antonio Abate ,nel quale quadro vi sono dipinti in tela il detto santo,Maria SS.ma col Bambino,S.Emidio,S.Giacomo apostolo,S.Lucia v.m.S.Appollonia v.m.,lavorato dal fu FRANCESCO CARDI Ascolano……..Sopra detto altare esiste un ciborio ove conservasi il Legno della SS.ma Croce.Sopra il detto ciborio vi è un quadruccio con cornice indorata del glorioso S.Giuseppe,dipinto in tela.

Si venera in detta chiesa l’immagine di Maria SS.ma del Rosario con la sedia indorata fatta l’anno1883 aspese di Bartolomeo Bernardini( prezzo £300 con la nicchia).

Vi è anche l’immagine di Maria SS.ma Addolorata fatta l’anno1879 aspese di me parroco( £ 40 con la nicchia).

 

In annotazione : l’attuale Ciborio dell’Altare Maggiore fu donato dal Sig. GIUSEPPE RAGGI di Ascoli Piceno l’anno 1907.

 

DAL RESOCONTO DELLA VISITA PASTORALE  DEL 1580 ( Mons. Nicolò 2° Aragona) - sappiamo:

-          Rettore-parroco è Don GIACOMO MARINI di Venarotta

-          La parrocchia è di gius-patronato di alcune famiglie –come risulta dalla Bolla del 1579

-          La “collatio” del parroco è di spettanza dell’Ill.mo Abate di Farfa.

-          La parrocchia comprende 37”focolari” con 103 persone ammesse alla Comunione,e tutti ricevonola Comunione.

-          Vi èla Confraternitadel “Corpo di Cristo” ( del SS.mo Sacramento)

-          L’Eucaristia si conserva in un tabernacolo ligneo dorato.

-          Vi sono DUE altari : quello Maggiore e quello di S.Giovanni Battista.

-         La Chiesamisura 8 PASSI di lunghezza, e 4 PASSI di larghezza (circa m.14x7)

-          Vi è una sola Campana, rottasi per  il suonare “contro i banditi”.

-          La chiesa ha cinque sepolture : una per i bambini e le altre comuni.

 


DAL RESOCONTO DELLA VISITA PASTORALE DEL 19 SETTEMBRE 1729 – sappiamo:

-          ( visita di Mons.Marana )

-           

-          Parroco è Don  ANTONIO CANTALAMESSA

-          Al Tabernacolo manca la chiave d’argento , da provvedere entro 3 mesi

-          Il Battistero  non deve contenere l’Olio degli infermi,che va custodito altrove.

-          L’Altare maggiore è provvisto di 4 candelieri dorati e 4 di legno,due statue di angeli,4 vasi di fiori rovinati e da cambiare entro due mesi ; sul tabernacolo ligneo ,decente,va sistemata una croce. Vi è sull’altare una Tela pitturata di recente con  S. Flaviano e S.Giovanni Battista.

-          Vi èla Confraternitadel SS.mo Sacramento, che possiede soltanto un pezzo di terra in contrada Pratera.

-          Vi è l’Altare del SS:mo ROSARIO provvisto di  4 candelieri di legno con 8 “rami”(vasi) di fiori;due statue di angeli. Ha una “Cappella”  in legno decorosamente costruita di recente..

-          Vi èla  Confraternita( “sodalizio”)  del SS.mo Rosario,che possiede alcuni censi  amministrati da “Sindaci”.

-          Vi è l’Altare di S. APPOLLONIA ,con due candelieri,due angeli e 4 rami di fiori.

-          Vi è l’Altare di S.ANTONIO ABATE- occorre provvedere all’acquisto di altri 2 candelieri .

-          Occorre sistemare le grate del confessionale col velo,entro 15 giorni

-          Il Vescovo trovòla Chiesadecentemente conservata

-          Nella sacrestia: riparare l’ombrella per portare il Viatico,sistemare i registri delle messe e quello degli”oneri”; effettuare l’Inventario di tutti i beni(entro 2 mesi).

 

CONFRATERNITA DEL SS. ROSARIO

 

La confraternita del SS.mo Rosario fu eretta nel 1598 con una Bolla  spedita da Roma il 5 maggio di detto anno dal Generale dell’Ordine dei Predicatori Ippolito Maria Beccaria,diretta al parroco di Capodipiano Don Tiburzio Ferri.

Il 4 marzo 1650 Papa Innocenzo X, nel 7° anno del suo pontificato, concesse, con un Breve, l’Indulgenza Plenaria a tutti  i fedeli dell’uno e l’altro sesso,li quali vi si iscriveranno .In articolo di morte invocando colla bocca e , non potendo, col cuore, il SS.mo Nome di Gesù, almeno contriti. Nella Ia Domenica di ottobre di ciascuno anno , dai primi vespri sino al tramontare del sole del giorno seguente cioè della Domenica a quelli che visiteranno la chiesa e cappella e pregheranno per la pace fra li principi cristiani , estirpazione dell’eresie, esaltazione della s. chiesa. Inoltre a chi  eserciterà altre opere pie 60 giorni d’Indulgenza come si legge in detto Breve, munito della clausola “Presentibus perpetuis futuris temporibus valituris;

Quale Breve si conserva in detto Archivio. Spedito essendo parroco D.Pompeo De Angelis da Venarotta.

La Compagnianon ha numero di fratelli in particolare e sebbene vi sia un Libretto nel quale si notano quelli che  si ascrivono alla Compagnia del Rosario uomini e donne grandi e piccoli, tal libro non da regola per quelli che formano il corpo della Compagnia. Sono questi composti da Capi delle principali famiglie della Parrocchia e sono quelli medesimi che si è detto formarela Compagniadel SS.mo Sagramento, li quali si uniscono all’occorrenza in Sagrestia o nella casa del SS.mo Sagramento ed ivi congregati in numero sufficiente risolvono gli affari della compagnia

Hala Compagniaper divisa il Sacco Bianco di tela con mozzetta nera, alla quale lateralmente è attaccata un’immagine in tela del SS.mo Rosario.

INCOMBENZE DELLA COMPAGNIA

Quelli che sotto nome di Compagnia e Fratelli di essa li rappresentano, hanno l’incombenza destinati che siano dal Parroco all’officio di Sindici di amministrare l’Azienda della Compagnia, cioè esigere l’entrate e fare le spese necessarie, le quali sono: provvedere l’olio per la lampada, la cera per l’altare e per la dispensa il giorno della festa nella Ia Domenica  di ottobre, quando si potrà fare la dispensa. Raccogliere l’elemosina del grano e canapa, venderla e conservare il prezzo. Raccogliere le offerte nelle domeniche d’ogni mese e conservarle. Intervenire vestiti di sacco alle Processioni in dette Ie domeniche e nelle medesime accomodare l’altare e questo fare altresì perla Ia Domenicadi ottobre di ciascuno anno in cui si celebra solennemente la festa. Render conto al Parroco in fine d’anno dell’entrate e uscite e passare in mano dei Sindici nuovi tutto quello vi è di sopravanzo per cui di stile immemorabile sono soggetti alla Mano Regia, per tutto ciò e per quella somma per la quale restano condannati dal Parroco medesimo nella sentenza sindacatoria che si registra nel libro ove suol notarsi l’entrata e uscita della Compagnia. Al quale Libro si presta tutta la fede e suol fare ancora tutta la fede piena prova in giudizio.

OBBLIGHI DELLA COMPAGNIA

Hala Compagniadel SS. Rosario l’obbligo del mantenimento della Cappella del Rosario.Ciò per uso e stile immemorabile e per  conseguenza di supplire a tutte le spese a ciò necessarie.Tale mantenimento e spese si riducono alle infre cose:Il materiale della Cappella qualora questo non spetti alli Signori Compatroni.Candelieri, carteglorie. tovaglie, stragola , leggio, campanello, lampada, bicchiere, corda, girella, olio secondo la dichiarazione che si apporrà nella descrizione dei Censi ed entrate della Compagnia. Cera par l’Altare e messa parrocchiale in tuttela Ie Domenichedi ciascun mese e nelle feste principali di Maria SS.ma: Candelette per la lampada e per le processioni e per la dispensa nella Ia Domenica di ottobre. Confalone e Credenzone per riporvelo, Un vaso per conservar l’olio e Buzzico ed una credenza per conservar la cera e l’offerte.

Deve somministrare al Parroco 4 scudi all’anno per l’elemosina delle messe di tutti i sabati infra annum, come si dirà in appresso.

 

Dalli Sindaci pro tempore della Compagnia si è fatta ogni annola Questuadel grano e canapa non solo per la parrocchia, ma anche per tutta Venarotta. Tale questua è antichissima, mentre si trova registrata ogni anno nel Libro più antico della Compagnia che comincia nell’anno 1631 e termina nel 1768, nel quale si è sempre notato puntualmente tutto quello si ritraeva della questua. Da esso libro apparisce che l’unica entrata della Compagnia consisteva nella

questua, essendo che la medesima non ha mai avuto alcun capitale da cui ritrarre l’occorrente spesa per il mantenimento tanto della Cappella, quanto della Compagnia. Dalla vendita delle cose questuate si sono prese sempre i 4 scudi che si danno al Curato per l’elemosine delle messe del sabato di tutto l’anno. Dalla stessa vendita furono ritratti 12,50 scudi dai quali fu formato il primo censo contro un tal Vincenzo, di cui si parla nel rendiconto dell’anno 1631….

Per tal ragione in più Visite dei Vescovi passati tale questua è stata approvata col Decreto ”Societas habet jus questuandi”.

 

 

 

STATO  DEMOGRAFICO

 

1580 – Nella Visita Pastorale di Mons. Nicolò 2° Aragona , la parrocchia risulta composta da 37 “focolari” e da                                                                           

-                       103 persone ammesse alla Comunione

-          1786  - Il parroco don Giacomo Vandolini dice che la parrocchia è composta da 26 famiglie e da 195 persone.

-          1818 – Parroco Serafino Pagliari: Maschi n.69, femine n. 85 – totale Anime 154, di cui comunicati n. 122, non comu-                                                                 nicati n. 32; cresimati n. 135, non cresimati n.19- Preti residenti nessuno, chierici n. 4  - Totale famiglie n. 25

-          1840 – Parroco Giacomo Bernardini- Anime 186- Famiglie in casa propria n. 13 – in casa colonica n. 13- pigionanti 8

-          1863 – Le famiglie sono 44 e le persone 276.

-          1887 – La popolazione della parrocchia è composta da 46 famiglie e 266 persone.

-          1934 – La popolazione della parrocchia è composta da 390 persone.

-          1959 – La popolazione  è formata da 385 persone.

-          1972 – La parrocchia è composta da 60 famiglie e 280 persone.

-          1977 – La parrocchia risulta composta da 60 famiglie e da 380 persone.

-          1981 – Le famiglie sono 60 e la popolazione è composta da 230 persone.

Nel 1987 la parrocchia di S.Flaviano fu soppressa con decreto di Mons. Marcello Morgante e accorpata alla parrocchia

dei S.S. Cosma e Damiano di Venarotta.

 

MONTE FRUMENTARIO DI S. ORSO in CAPODIPIANO

 

Dall’Inventario del parroco Sac. Giacomo Vandolini (1783) :

“ Esiste nella Chiesa di S.Flaviano un Monte Frumentario col nome di S. Orso. Ha esso il capitale di cinque Rubbie,

cioè quarte 40 di grano, le quali si conservano nella camera superiore della casa della Compagnia sotto la custodia di due Sindaci, che si destinano dal Parroco ogni anno. L’uso che si fa di detto grano è il seguente:

Verso il Carnevale, o in altro tempo ad arbitrio del parroco e dei sindaci, si fa intendere dall’altare al popolo, che si farà la distribuzione del grano in un giorno che si destina, e ad ora congrua, in cui si suona la campana. Si convocano a tal segno quelli che sono soliti partecipare della distribuzione e si uniscono  nella casa o nel cortile della chiesa, dove si uniscono anche i sindaci vecchi e nuovi. Si forma in un foglio volante la nota di tutti quelli che vogliono partecipare del Beneficio della distribuzione e a ciascuno si assegna una quota di grano corrispondente al bisogno, al numero della famiglia e alla quantità del grano che vi è da distribuire. A norma di questa nota si vien misurando il grano dai sindaci vecchi e questi lo consegnano nell’atto ai nuovi, dalli quali si consegna a quello registrato nella nota. Chi riceve il grano deve indurre la “sicurtà”, che resta obbligata solitamente. Terminata la dispensa, alla quale per ogni buon  fine suole assistere anche il parroco, si consegna la nota alli sindaci nuovi, i quali la trascrivono, e quando questi non sappiano scrivere la trasferisce il parroco in un libro a questo solo effetto destinato, che si conserva in archivio.

Se accade che tanto i debitori, quanto le sicurtà si rendano insolventi a restituire il grano ricevuto, rimangono obbligati solitamente i sindaci, essendo di loro pensiero ed obbligo esaminare e riconoscere l’idoneità degli uni e degli altri prima di consegnargli il grano, avendo l’autorità di negarglielo qualora vi sia già anche il solo dubbio dell’impotenza o della cattiva volontà.

Fatta che sia la raccolta ,dentro il mese di agosto, si uniscono il parroco  e li sindaci nuovi e dopo stabilito il giorno, si pubblica dall’altare e dato il segno consueto della campano, si uniscono nuovamente detti sindaci e se vuole anche il parroco, nella detta casa e si riceve il grano nella medesima quantità e di buona qualità…………………………….

Della fondazione di questo Monte non vi è memoria, né della provenienza, essendo antichissimo. Nei tempi addietro era andato in disuso. Mi si suppone che si trovasse in casa del fu Saverio Ferrucci un’antica nota, in cui era registrata l’ultima dispensa. A norma di essa furono ricuperate n. 20 quarte di grano e nuovamente distribuite, le quali successivamente sino al corrente 1785 sono cresciute al detto n. di quarte 40 dall'anno1765, incui fu fatta la prima nuova dispensa, come apparisce dal Libro di detto Monte.………………….

Il diritto di partecipare del beneficio della distribuzione è ristretto alle sole famiglie della parrocchia ad esclusione degli esteri…. Similmente della parrocchia devono essere le sicurtà. I debitori che non hanno reso il grano di già ricevuto, sono esclusi dal partecipare della nuova distribuzione. E qualora siano morosi nella restituzione sono soggetti alla mano reggia da eseguirsi dopo una sola intimidazione…..E ciò per stile e consuetudine antichissima e immemorabile, a cui intende soggettato ognuno nell’atto medesimo che riceve il grano.”

                  CAPODIPIANO

          PARROCI DI S. FLAVIANO

 

1580-1594    GIACOMO  MARINI

                                                                                                                                                                                    

1595-1623    TIBURZIO FERRI

 

1624-1625    IPPOLITO MARCONI( Cappellano)

 

1625-1626    PIETRO ZOCCHI(Cappellano)

 

1627-1657    POMPEO DE ANGELIS

 

1658-1669    PIETRO ZOCCHI(morto a Capodipiano 1669)

 

1670-1705    BONIFACIO CARBONI

 

1706-1707    GIORGIO GIORGI(Cappellano)

 

1708-1712    GIOV.BATTISTA MARIANI

 

1713-1722    GIORGIO GIORGI( morto a Capodipiano1758)

 

1722-1724    GIOV.BATTISTA CARBONI(Rettore)                                                       

 

1724-1727    FRANCESCO FEDELI(Cappellano)

 

1728-1769    MARCANTONIO CANTALAMESSA(morto AP1778)

 

1770-1786    GIACOMO VANDOLINI

 

1786-1818    SERAFINO PAGLIARI (morto a AP 1820)

 

1819-1823    EMIDIO MALASPINA

 

1823-1873    GIACOMO BERNARDINI(1799-1873 Capodipiano)

 

1874-1920    GAETANO GIULIANI(1845-1920 Capodipiano)

 

1921-1926    ANTONIO CICCOTTI

 

1927-1940    FRANCESCO VERAMONTI(Cappellano)(1872-1940)

 

1940-1942    ADAMO DE ANGELIS(Cappellano)

 

1942-1946    ARMANDO ALESI(Cappellano)

 

1946-200I    DOMENICO TRASATTI(1913-2001-Capodipiano)

 

MEMORIA (cfr Libro dell’Inventario 1783- annotazione pag.0,0)

L’anno 1883 fu costruita la nuova torre di questa Chiesa Parrocchiale a spese dell’Amministrazione del SS.mo Sacramento.La spesa complessiva fu di  Lire 450.

L’anno 1895 fu rifusa la Campana maggiore dalla Fonderia Pasqualini di Montedinove del peso di libre 700, pure a carico della suddetta Amministrazione . La spesa totale lire 250.

 

ANNOTAZIONI ( vedi Libro della Cronaca dal 1946- 1990) SCRITTE DA DON DOMENICO TRASATTI

 

CHIUSURA DELLA NAVATA LATERALE : a pagina 3- ANNO 1949 “…sono venuto alla determinazione, dopo aver sentito le autorità competenti, di chiudere, nella chiesa, la navata laterale, per adibirla a Sala di adunanze e teatrino….”

24 GIUGNO 1949- Oggi sono iniziati i lavori.La Ditta Trenta di Venarotta lavora abbastanza bene……

26 LUGLIO: i lavori sono stati quasi ultimati. Manca l’intonaco alla parete interna del teatrino….

Spesa sostenuta : Spesa totale £ 35.000 – Offerte dei fedeli £ 11.500

 

BANCHI NUOVI - …..” All’entrata dell’Anno Santo chi non avrà rinnovato il banco perderà il diritto a tenerlo in chiesa”.

 

1950- 1 Gennaio : …”finalmente la chiesa ha 18 banchi nuovi. E’ costato ognuno £ 5.000.”

 

LA CAMPANA GRANDE ( pag.6) anno 1950

Aprile…” Da qualche tempo la campana grande si sentiva fessa..Oggi si è rivelata una incrinatura che va aumentando…

Luglio…” l’abbiamo scesa dalla torre e la manderemo alla fonderia della Ditta Pasqualini di Fermo…”

La Campanapesa q. 2,14                                                                                                                                                             30 Settembre…” E’ arrivata la nuova campana…E’ stato aggiunto un quinto medaglione raffigurante il papa Pio XII con la scritta “Anno Santo1950”

La campana è stata benedetta e la madrina è statala SignoraSaraMartini, moglie del sindaco di Venarotta…..

La spesa per la refusione e per i ferramenti di sostegno è ammontata in £ 75.000"

 

Pag.16 –Riparazione alla chiesa:ottobre 1957

…… il pavimento  in marmitte fu opera dei fratelli Trenta di Venarotta…in 15 giorni circa..

 

ANNO 1958:

Riparazione del Portone dellaChiesa – lavoro compiuto dall’artigiano Luigi Travaglini. Spesa £16.000

LA PALA D’ALTARE….opera di fine 600…è ridotta in condizioni pietosissime….la tela bucata in varie parti….

Oggi 25 giugno 1958 si procede alla rimozione della tela…Il pittore Ferrari spera di completare il lavoro entro una ventina di giorni…….

L’opera di ricopiatura della tela su legno compensato è stata affidata al Pittore Dino Ferrari…dietro compenso di £ 70.000.

Addì 24 novembre ,festa di s.Flaviano si procede alla benedizione solenne della Pala d’Altare, opera del pittore Ferrari di

Ascoli Piceno, presenti numerosi fedeli.

 

Anno 1959

LA BALAUSTRA – Dono di Di Stefano Giovanni- disegno di Don Luigi Celani – ( dal 10 maggio 1972 è all’ingresso della chiesa).

 

Anno 1960

Pag. 21 – NUOVA VIA  CRUCIS- L’opera è stata affidata al pittore Dino Ferrari , è costata £ 55.000 per il pittore e

£ 18.000 per le cornici.

 

NUOVO QUADRO DI S. LUIGI ( giugno 1960) – E’ stato eseguito dal pittore Dino Ferrari….La spesa è stata di £ 15.000

( £ 10.000 offerte dalla famiglia Oresti e £ 5000 dal parroco).

 

Anno 1962

IL NUOVO CROCIFISSO ( agosto 1962)– Il signor Ettore D’Angelo si è preso l’impegno di farne uno nuovo….in legno scolpito della Val Gardena….E’ costato £ 24.000.

 

Anno 1971-72

AREA PRESBITERIALE – Dicembre 1971 – sono stati ristretti i gradini dell’Altare Maggiore- sistemato il nuovo Altare

( £ 135.000) opera della ditta Agostini di AP .

10 Maggio 1972 – rimozione della balaustra e sistemazione dell’ambone e del seggio ( £ 40.000+45.000)-disegno di Don Luigi Celani.

 

Maggio 1981

RIPARAZIONE DEL TETTO – Il Comune di Venarotta, con un contributo della Comunità Montana, il 27 Maggio 1981

Inizia la riparazione del tetto affidando il lavoro alla Ditta Sisti Camillo-Maurizio di Venarotta.

 

26-27 Settembre 1997 –Un forte terremoto sconvolge l’Umbria e le Marche. Alla visita di sopralluogo effettuata dalla Commissione Comunale e poi dai tecnici di Muccia, vengono riscontrate anomalie alla Torre Campanaria e al tetto della Chiesa. Alcune piastrelle sono cadute o stanno cadendo.

Una ordinanza del Comune di Venarotta ordina la chiusura della chiesa, in attesa della messa in sicurezza del Tetto, e l’interruzione del suono delle campane.

La popolazione di Capodipiano, allarmata per la chiusura dell’unica chiesa del territorio , si impegna immediatamente per la messa in sicurezza del sottotetto, estendendo a sue spese e con la collaborazione di numerosi volontari, una rete in ferro sotto i travi del tetto stesso per impedire la caduta a terra delle mattonelle. Una visita successiva dei tecnici comunali, consente la riapertura della Chiesa, rimanendo il divieto del suono delle campane.

Nel frattempo la chiesa e il campanile vengono scritte nell’elenco delle chiese terremotate, però con un numero altissimo, oltre il 1200. Sperare in un intervento economico da parte della commissione di Muccia appare subito difficilissimo.

Nel frattempo le condizioni di salute del Parroco Don Transatti Domenico si fanno difficili. Viene prima ricoverato in Ospedale e poi dimesso. Don Domenico muore il 24 dicembre 2001.

Su consiglio dell’Ing. D’Emidio, tecnico comunale, e del geom. Simone Bachetti, il parroco Don Umberto chiede un incontro con i responsabili dell’Ufficio Amministrativo Diocesano e dei membri dell’Ufficio Diocesano per i Beni culturali onde trovare un’altra strada per ottenere dei finanziamenti per la sistemazione della Chiesa di S. Flaviano in Capodipiano. Don Elio Nevigari dei Beni culturali suggerisce di utilizzare i finanziamenti CEI(commissione episcopale italiana). Don Beniamino Ricciotti,economo diocesano, promette di venirci incontro con aiuti dell’ ufficio Amministrativo Diocesano.

Lo Studio Tecnico dell’ Ing. D’Emidio si attiva immediatamente nell’elaborazione del progetto.

La presentazione del progetto avviene in data            

Dopo varie peripezie burocratiche il progetto ,denominato “Complesso di S. Flaviano in Capodipiano”, viene approvato.

 Il progetto prevede la sistemazione del Campanile, lo smantellamento e la messa in opera di un nuovo tetto per la chiesa e la sistemazione dei locali attigui alla chiesa. La somma prevista dal progetto è di € 420.000.

In data                          la CEI approva il progetto e decreta uno stanziamento di € 200.000 ,pari al 50%  del progetto approvato. Col coraggio che sa di incoscienza, il parroco si impegna a reperire l’altra metà della somma necessaria.

 

Il Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici, con pari incoscienza, dà il benestare all’operazione.

Viene convocato il titolare della Ditta Casciaroli G. di Roccafluvione per trovare un accordo onde potergli affidare i lavori da eseguire.

Dopo accesa discussione l’accordo viene trovato. La ditta Casciaroli eseguirà il lavoro “a corpo” per la somma di € 252.000 più imprevisti.

 

I lavori iniziano nei primi giorni del mese di novembre del  2007.

Per la Messa Domenicalee per gli altri appuntamenti Religiosi la popolazione di Capodipiano utilizzerà la Chiesa di Venarotta.

La prima Domenica di ottobre 2008 la chiesa viene riaperta in occasione della Festa della Madonna del Rosario. A celebrare la S.Messaè stato invitato il Vescovo Montevecchi, che si è congratulato con tutta la popolazione, le maestranze, i tecnici e i volontari che hanno dato una mano, in particolare con VINCENZO ROSSI e i suoi fratelli che hanno lavorato con generosità ammirevole.

Questo è il Bilancio Consuntivo dei lavori eseguiti:

ENTRATE:                                                                                         USCITE

Fondo CEI……………………    € 200.000                                          Alla Ditta Casciaroli………………. € 254.454,39

Diocesi………………………..        70.000                                              IVA al 10%..............................25.450,00

Regione Marche……………….       9.523                                          Ufficio tecnico………………………     38.196,00

Cassa Parrocchiale……………..     5.000                                          Impianto elettrico(Marini F.)……….. 4.200,00

Contributo del Parroco…………   20.000                                          Finestre e porte………………………    1.800,00

Offerte dei parrocchiani………..    7.300                                          Sistemazione Pavimenti………….      1.450,00

Lascito Trasatti V.      ………..   23.000                                          N. 18 Banchi(Ditta Spinelli)………… 6.500,00

Contributo Carisap……………..      4.000                                          Restauro altare Giosaffatti……………5.500,00

 Totale delle entrate             € 338.823                                         Altre uscite…………………………           945,00

                                                                                                            Totale uscite……………… € 338.823,39

Il portone della chiesa ,commissionato al signor Paglialunga di Servigliano, è stato offerto dalla Famiglia Agostini Umberto e Fabio.

 

L’impianto di riscaldamento a lampade infrarosse è stato messo in opera dall’elettricista Marini Fabrizio con lampade acquistate presso il Signor Paolo Parascenio di Pescara. L’impianto, molto travagliato per la sua istallazione, ha richiesto l’aumento di potenza con un nuovo contatore da3 a 23 Kilowatt, e il rifacimento dell’impianto elettrico con un progetto firmato dall’Ing. Azzanesi Ugo.

La spesa complessiva è stata la seguente: N. 7 lampade         € 5.900,00

                                                                       Progetto                      800,00

                                                                      Messa in opera          2.800,00

                                                                                                        -------------

                                                                          Totale               €   9.500,00

La somma è stata prelevata dalla Cassa Parrocchiale.

 

Elettrificazione delle Campane: a seguito dei lavori di consolidamento della torre campanaria, l’impianto dell’elettrificazione delle campane ha subito dei danni. Il tecnico Pennacchietti ha consigliato la sostituzione di alcuni elementi e la messa in sicurezza dell’impianto stesso. I lavori sono stati eseguiti nei primi giorni del mese di luglio 2010 e sono consistiti in:

Nuovo Quadro elettrico  € 1.400,00 , cavi elettrici e cavo in acciaio € 450,00.